CONSUMATORI RESPONSABILI

Tra le economie avanzate, l’Italia è il paese con il più basso livello di alfabetizzazione finanziaria: solo il 37% degli italiani conosce tre dei quattro concetti fondamentali della finanza. Più che ai paesi del G-7, l’Italia assomiglia ai BRICS; in Brasile il livello della conoscenza finanziaria è altrettanto basso (35%) e in Sud-Africa è al 42%. È la conoscenza relativa alla diversificazione del rischio che differenzia di più i Paesi: mentre in Germania, Olanda o Svezia, più del 70% della popolazione sa rispondere correttamente a domande relative alla diversificazione dei rischio, solo il 40% degli italiani risponde correttamente alle stesse domande, in linea con Paesi come la Grecia (36%) o la Tunisia (37%). Anche nella suddivisioni fra classi di età l’Italia si differenzia dalle economie avanzate: in quei Paesi non solo la conoscenza finanziaria è alta, appunto, per tutte le classi di età, ma ha anche un andamento a U rovesciata, ovvero gli adulti (età 35-54) sanno più dei giovani (età 15-34) e degli anziani (con più di 55 anni). In Italia, l’andamento è, ancora una volta, simile ai BRICS. La conoscenza è più alta in assoluto fra i giovani e decresce con l’età; il 47% dei giovani italiani ha una (buona) conoscenza finanziaria, mentre la percentuale fra gli anziani è solo del 35 per cento. Inoltre in Italia il 23,4% delle famiglie è sovraindebitato e il 40,2% delle famiglie delle fasce di reddito medio-basso si troverebbero in difficoltà se dovessero affrontare una spesa imprevista di 800 euro. Il 14% dei nuclei familiari titolari di un mutuo negli ultimi anni hanno avuto problemi a rimborsare le rate. Ben il 18% delle famiglie al di sotto della soglia di reddito di 24.310 euro lordi nei mesi invernali può andare incontro a problemi per pagare le rate del riscaldamento. Le regioni dove sono più alti gli affidamenti sono: Lombardia (9,1 miliardi), Sicilia (7,6), Campania (7), Lazio (6,9), Toscana (4,2), e a scendere fino alle più piccole e “virtuose”, che sono Trentino (300 milioni), Molise (200) e Valle d’Aosta (100). Entrando nel dettaglio dei tipi di debito, i più seri riguardano mutui e crediti al consumo con un valore medio di 4.972 euro.

 

Il comportamento socialmente irresponsabile di alcune istituzioni finanziarie è stato tra le principali cause della crisi finanziaria, trasformatasi poi in una grave crisi economica, sociale e politica. L’innovazione finanziaria e la mancanza di trasparenza del sistema hanno reso ardua per i cittadini la comprensione di un mercato già di per sé complesso e globalizzato, invaso da una gamma immensa di prodotti finanziari sempre più articolati. A livello europeo il CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) ha più volte ribadito la necessità di promuovere politiche di educazione finanziaria finalizzate a migliorare la tutela dei consumatori nei mercati finanziari. Tale posizione scaturisce dalla constatazione della difficile posizione dei clienti dei servizi finanziari retail, i quali si trovano di fronte a un mercato in cui abbondano strumenti finanziari complessi e a un settore finanziario che si è comportato in certa misura in modo irresponsabile, non informando adeguatamente i cittadini dei rischi insiti in tali prodotti.

Per educazione finanziaria s’intende il processo mediante il quale i consumatori acquisiscono consapevolezza sui propri bisogni in relazione al progetto di vita, migliorano la comprensione dei prodotti finanziari e acquisiscono una maggiore conoscenza dei rischi finanziari e delle opportunità del mercato, adottano quindi decisioni economiche sulla base di un’adeguata informazione. I comportamenti finanziari caratterizzano una parte importante delle decisioni prese dai cittadini nell’arco della loro vita e tali comportamenti generano conseguenze dirette sulla vita personale e familiare: dalla ricerca di finanziamenti per sostenere gli studi alla pianificazione del reddito in vista della pensione. L’educazione finanziaria favorisce un consumo intelligente di prodotti finanziari basato sulla presa di consapevolezza del bisogno reale, su decisioni informate e ben fondate. Perché quindi l’educazione finanziaria sia efficace, l’obiettivo non deve essere solo quello di trasmettere consapevolezza, conoscenze e capacità, ma anche giungere a un giudizio informato al fine di arrivare a prendere, in un contesto reale, decisioni corrette nella gestione dell’economia personale e incidere, migliorandolo, sul sistema finanziario. Affinché il mercato possa essere più solido, sicuro e trasparente, è infatti fondamentale la collaborazione di consumatori responsabili e coinvolti attivamente nello sviluppo delle loro capacità finanziarie. L’educazione finanziaria è quindi uno strumento di Welfare strategico che può avanzare di pari passo con il processo di miglioramento della regolamentazione del sistema finanziario. Di un’educazione finanziaria pienamente accessibile beneficia la comunità del suo complesso riducendo i rischi di esclusione economica e sociale e incoraggiando i consumatori a pianificare e risparmiare, contribuendo anche così a evitare il sovraindebitamento. 

La normativa definisce il "sovraindebitamento" come quella “situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”. Come abbiamo già evidenziato le famiglie lombarde sono tra le più esposte all’indebitamento e, di conseguenza al possibile sovraindebitamento. Già nel 2015 la CGIA di Mestre chiariva che le famiglie italiane sono indebitate per un importo medio pari a 19.108 euro. Nell'insieme, i “passivi” accumulati con le banche e gli istituti creditizi ammontano a 493,3 miliardi di euro. Le cifre sono riferite al 2014. Le famiglie più “esposte” con le banche abitano in Lombardia. Al primo posto le famiglie residenti nella provincia di Milano, con un debito di 27.643 euro; al

secondo posto quelle di Monza - Brianza, con 27.442 euro e al terzo posto le residenti a Lodi, con 26.783 euro. Per affrontare il problema, il legislatore italiano ha emanato la legge 3/2012 che, con successive modifiche e integrazioni, consente ai consumatori che siano vittime di sovraindebitamento di attivare delle procedure che consentono loro di uscire dalla crisi. La disciplina sopra indicata, però, in quanto relativamente recente, non è ancora applicata in maniera diffusa. Ciò deriva dalla scarsa conoscenza che i consumatori, le istituzioni e quegli enti che sarebbero chiamati ad applicarla hanno di questo istituto. 

Perché questo istituto sia davvero funzionale è necessario però che i cittadini siano messi in grado di:

- Conoscere la procedura prevista dalla legge

- Capire se la propria situazione possa trovare una soluzione attraverso quei meccanismi o se siano preferibili altre soluzioni

- Presentare correttamente la domanda di accesso alla procedura

- Essere inseriti in un percorso che li aiuti (e li “educhi”) sia a risolvere l’emergenza sia a impostare il futuro in maniera diversa rispetto a quanto fatto in precedenza

All’interno di questo contesto si inserisce l’intervento proposto da Movimento Consumatori.

 

Il presente intervento si inserisce nella tematica “L’educazione finanziaria, l’accesso al credito e la prevenzione del sovra indebitamento”. Nell’ambito di tale tematica, Movimento

Consumatori intende svolgere un intervento avente ad oggetto da un lato l’educazione finanziaria e l’accesso al credito e dall’altro la prevenzione e il contrasto del sovra indebitamento.

 

CONSUMATORI DI GIUSTIZIA

Al fine di garantire informazione, educazione e assistenza sui temi del consumo e sui diritti e tutele dei consumatori e utenti, in linea con le tematiche prioritarie individuate da Regione Lombardia, e al fine di sviluppare “strumenti e modalità per favorire accessibilità, garanzia, certificazione e trasparenza per il cittadino" e di sostenere “le tutele e lo sviluppo delle opportunità per i consumatori e utenti nel settore dei servizi pubblici e privati”, con il presente progetto Movimento consumatori si propone l’obiettivo di:

1) Agevolare l’accesso alle diverse forme di tutela sia giudiziali che stragiudiziali

2) Fornire strumenti semplici per orientare i consumatori tra i diversi organismi di tutela e le diverse possibili azioni

3) Agevolare la partecipazione attiva dei consumatori come strumento stesso di tutela

Si intende quindi contribuire a creare le effettive condizioni per consentire a tutti i cittadini consumatori il maggior accesso possibile alle procedure di risoluzione delle controversie sia giudiziali che stragiudiziali. La possibilità concreta di accesso e di corretta informazione rappresentano infatti la principale modalità per consentire l’accessibilità effettiva alle tutele per i cittadini.

A tal fine Movimento Consumatori intende rilanciare, promuovere e diffondere in particolar modo gli strumenti di ADR e di tutela collettiva in Lombardia come strumenti che consentano, sia ai singoli che agli enti esponenziali che ai gruppi più o meno organizzati di tutelare diritti che individualmente non potrebbero trovare adeguata tutela. In questo modo i consumatori possono orientare le politiche delle grandi aziende verso una maggiore attenzione ai diritti dei cittadini tutti. 

Per azione collettiva qui si intende qualsiasi iniziativa che veda coinvolto un gruppo di consumatori accomunati da un esigenza di tutela “simile” nei confronti di una medesima controparte. L’azione può, a seconda delle circostanze , avere l’intento di tutelare l’interesse dei singoli componenti o pur non trattando l’istanza del singolo, può agire con l’intento di migliorare condizioni generali di contratto o di servizio.

Incentivare e sostenere la possibilità che i singoli possano agire collettivamente consente sia di influenzare le controparti istituzionali e private perché forniscano servizi e prodotti che corrispondano alle esigenze dei consumatori e degli utenti, sia di rappresentare i consumatori e gli utenti presso organismi pubblici e società private, erogatori di servizi e fornitori di beni.

Il sistema giustizia è sempre più in crisi. La giustizia ordinaria non riesce a rappresentare una concreta forma di tutela per i consumatori. Ciò accade non solo per le controversie di modesta entità economica. Le tempistiche eccessivamente lunghe, i costi di accesso elevato e l’incertezza del risultato scoraggiano sempre di più i cittadini che nella maggior parte dei casi ritiene meglio non tutelarsi piuttosto che correre il rischio del giudizio ordinario. 

Data questa situazione, dapprima gli enti istituzionali e poi ripetutamente il legislatore sono intervenuti per ricercare, individuare e regolamentare modi e mezzi alternativi per risolvere i conflitti. 

Abbiamo assistito negli ultimi anni ad una proliferazione di organismi e di strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e sono cresciute in numero esponenziale le iniziative volte a cercare, o a sollecitare la ricerca di mezzi alternativi per la risoluzione delle controversie. Ciò è evidente già solo elencando gli organi creati per comporre le liti (uffici reclami, giurì di autodisciplina, camere arbitrali, camere di conciliazione, giudici di pace, ombudsman, difensori civici, autorità garanti), e i relativi strumenti offerti (programmi di arbitraggio, giudizi arbitrali, azioni di classe, procedure out-of-court in senso ampio, conciliazioni, mediazioni).

Al fine di garantire un più facile accesso del cittadino ad una giustizia rapida, il settore delle ADR si è trasformato in un sistema parallelo nel quale è difficile districarsi. Si aggiunga che nel frattempo anche l’unione europea è intervenuta con una propria disciplina delle ADR e che da poco è stato introdotto il sistema di conciliazioni della Consob che sia aggiunge al relativamente recente sistema di conciliazioni dell’Autorità dell’Energia.

Lo strumento principale che consente ai consumatori di poter ottenere tutela senza dover affrontare da solo i costi e tempi del sistema giustizia è rappresentato dalla possibilità di poter accedere ad azioni collettive. In Italia però questa possibilità ha sempre trovato un ostacolo dapprima nell’assenza di una legge sulla class action e oggi nell’inadeguatezza dimostrata dall’attuale disciplina dell’azione di classe. L'istituto della class action è stato introdotto nella legislazione italiana con la legge 99 del 23 luglio 2009, che ha modificato l’art. 140 bis Cod. Cons. ed entrata in vigore nel 2010 consentendo (teoricamente) di attivare un unico processo per ottenere il risarcimento del danno subito da un gruppo di cittadini danneggiati dalla stessa azienda in una situazione omogenea. In altre parole, nel caso in cui più persone abbiano subito gli stessi danni derivanti per esempio da prodotti difettosi o pericolosi, oppure da comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza, un solo giudice può condannare l’impresa al risarcimento di massa dei danni.

Si tratta di consentire a chi ritiene di essere stato danneggiato di mettersi insieme ad altri che hanno subito lo stesso tipo di danno e avviare così una causa collettiva; spesso infatti il singolo cittadino non si imbarcherebbe mai, da solo, in una impresa, lunga e costosa.

Tuttavia, a sei anni dal varo della class action italiana, questo strumento si è rivelato inefficace e inadeguato, aumentando le difficoltà di accesso per i consumatori.

Movimento Consumatori ha affrontato negli ultimi anni diverse azioni collettive. Dalla tutela degli obbligazionisti di Fondiaria Sai, alla tutela dei risparmiatori di Monte dei Paschi di Siena. Dalla tutela dei pensionati ai quali l’INPS ha negato la perequazione fino ai cittadini che hanno visto sfumare i propri risparmi investiti in titoli di Veneto Banca. La nostra associazione ha potuto quindi verificare la possibilità di utilizzare strumenti differenti in base alle diverse situazioni. E’ però emerso sempre di più che ove non si possano utilizzare strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, la possibilità di agire collettivamente è l’unica strada che consente alla maggior parte dei consumatori di accedere alle tutele. Ciò riduce infatti i rischi e i costi delle azioni e consente di impostare le stesse in maniera più inclusiva.

La finalità del presente progetto sarà pertanto quella di fornire ai consumatori una serie di strumenti per poter avere un accesso più informato e completo al mondo della giustizia e delle tutele sia giudiziali che stragiudiziali, dotando MC Lombardia di una struttura in grado di individuare, promuovere, proporre “azioni di tutela collettiva” in favore dei consumatori lombardi. E’ bene tener presente che le azioni a tutela dei cittadini non sono uno strumento che compete solo a una o più associazioni di consumatori. Esistono diverse realtà che pongono in essere attività di tutela collettiva. Ai consumatori però spesso viene fornita una visione parziale delle possibilità in quanto ciascun soggetto comunica unicamente le proprie attività senza che vi sia la possibilità avere una informazione a 360 gradi. Manca un soggetto o un luogo che si occupi di facilitare il dialogo tra consumatori e tra consumatori e enti esponenziali di tutela. Movimento Consumatori ritiene necessario quindi colmare questa carenza.

Questa l’ambizione del presente progetto: garantire una corretta informazione sulle reali possibilità di tutela non solo fornite da MC ma da qualunque soggetto.

Inoltre deve essere fornita ai cittadini lombardi la possibilità di far partire azioni dal basso. Agevolare l’autorganizzazione con strumenti efficaci consente anche di poter dare voce a singoli o piccoli gruppi che intendono portare avanti importanti attività di tutela per la collettività.

Con tale progetto è stato creato il seguente sito http://www.azionicollettivelombardia.it/

 

EDUCAZIONE FINANZIARIA: WELFARE PER TUTTI

Tale progetto è stato approvato nell'ambito del Bando 2017 promosso da Fondazione Comunitaria del lecchese Onlus, e si prefigge di formare un educatore finanziario sul territorio. Il servizio di Educazione Finanziaria di qualità proposto da Movimento Consumatori come strumento di Welfare si fonda sul presupposto che rendendo il cittadino consapevole dei rischi che affronta, dei propri bisogni, degli obiettivi e delle modalità con cui può pianificare la sua vita economica presente e futura, assicurando a sé, e ai suoi cari, e quindi alla comunità, benessere economico e sicurezza sociale si prevengono i rischi e si creano le condizioni ottimali per la realizzazione del progetto di vita, personale e familiare, del cittadino: si aiutano le persone ad avere una corretta e consapevole gestione del risparmio, dei debiti, delle sicurezze economiche.

L’Educazione Finanziaria affronta tutti i temi strategici per la famiglia:

· Budgeting: gestire e organizzare al meglio le risorse economiche;

· Indebitamento: gestire i propri finanziamenti, con piani di restituzione sostenibili;

· Protezione: assicurarsi da rischi reddituali, patrimoniali, sanitari;

· Previdenza pensionistica: mettere in sicurezza il futuro pensionistico;

· Investimento: investire le proprie risorse organizzandole in funzione dei propri obiettivi di vita.

 

Il modello proposto da Movimento Consumatori, sezione di Lecco, prevede la formazione di un educatore finanziario ed il supporto allo stesso di tutti gli strumenti necessari al fine di erogare programmi di educazione finanziaria di qualità agli utenti attraverso incontri con l’educatore finanziario presso lo sportello gratuito istituito alla sede dell’associazione; l'esito dell’incontro, consiste nella consegna all'utente, da parte dell'educatore, di un report scritto di pianificazione finanziaria strategica nel quale sono riportate tutte le indicazioni

delle tipologie di prodotti che consentono il perseguimento del progetto di vita in funzione dei vincoli soggettivi e oggettivi dell’utente. Il percorso proseguirà, successivamente, con il monitoraggio annuo della pianificazione finanziaria strategica per recepire gli aggiornamenti e stabilire gli eventuali correttivi.

Per massimizzare l’efficacia dell’Educazione Finanziaria di qualità, il modello presuppone che le attività verso gli utenti siano inserite in un contesto favorevole che consenta: una sensibilizzazione motivazionale ad accedere al percorso, un incoraggiamento a mettere in pratica le indicazioni ricevute e il mantenimento delle decisioni assunte nel tempo.

 

Con tale progetto, inoltre, è stato creato uno sportello presso il Comune di Lecco (aperto il venerdì dalle ore 10.00 alle 12.00), sulla tematica del sovraindebitamento, in collaborazione con Federconsumatori, durante il quale l'educatore finanziario fornisce una prima assistenza ai soggetti sovraindebitati. 

LINK COMUNE DI LECCO

 

FAVORIRE LA CITTADINANZA ECONOMICA BUONE PRATICHE PER UNA SOCIETÀ INCLUSIVA ED INTEGRATA

Le conoscenze economiche e finanziarie di base sono sempre più necessarie per l’esercizio consapevole dei propri diritti di cittadino. Non è più sufficiente quindi affrontare il problema dell’educazione finanziaria ma è necessario  parlare del più ampio concetto di cittadinanza economica.  Alle conoscenze di base si deve affiancare lo sviluppo di competenze che favoriscano comportamenti tali da migliorare le prospettive di benessere dell’individuo, quali l’attitudine al risparmio, l’attenzione all’indebitamento, la pianificazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, l’utilizzo di strumenti per gestire l’incertezza associata ai molti eventi della vita.

In Italia il problema è particolarmente presente (si veda tra gli altri “Strategia Nazionale per l’educazione finanziaria”[1]) e con il presente progetto Movimento Consumatori intende intervenire sul tema mettendo a frutto le numerose esperienze e competenze già acquisite negli ultimi anni con numerosi progetti e interventi specifici.[2]

 

Intervenire in maniera concreta per fornire strumenti di cittadinanza economica attiva significa avvicinarsi al cittadino in forme differenti a seconda dei destinatari.

 

Il progetto intende, quindi, favorire l’inserimento nel tessuto sociale e produttivo dei cittadini in condizioni di fragilità (con particolare riferimento ai giovani, agli stranieri e alle fasce economicamente deboli della popolazione) attraverso la messa a sistema di diversi modelli sperimentali di intervento di inclusione socio-economica e cultura finanziaria in 3 città chiave della Lombardia: Lecco, Milano, Varese.

 

Sul nostro territorio sono stati effettuati interventi in un istituto scolastico con adolescenti (14 – 18 anni) per educarli all'uso del denaro ed al valore del risparmio. Attraverso la simulazione è stato possibile sensibilizzare i giovani alla scelta, all'uso consapevole delle risorse e alla condivisione delle stesse, potenziando il livello delle conoscenze in ambito economico, sociale e matematico.

 

Inoltre, è stato aperto lo sportello RIESCO, tramite l'azione di legali esperti nel settore, volto ad aiutare ad emergere dalla propria situazione debitoria. I legali e gli operatori inoltre daranno impulso ad un percorso che aiuti la persona a riacquistare fiducia nelle proprie capacità, a comprendere gli eventuali comportamenti avventati che hanno concorso al verificarsi della situazione di sovraindebitamento, e che, attraverso la consapevolezza emersa, rieduchi ad una gestione delle proprie risorse economiche, non solo rispondente ai bisogni ed alle capacità della persona, ma anche in linea con il mutamento sociale in atto. Attraverso tale percorso sarà possibile avviare un processo per riappropriarsi dei diritti di cittadinanza, anche economica.

 

Infine, sono stati avviati percorsi con cittadini extracomunitari che vivono e lavorano nel nostro territorio, cercando di fornire un'alfabetizzazione finanziaria, capace di prevenire situazioni di indebitamento. Troppo spesso infatti chi proviene da altre culture cade più facilmente negli inganni dei meccanismi finanziari della nostra società che talvolta propone, ad esempio, un accesso al credito al consumo facilitato, senza rendere pienamente consapevoli i contraenti delle implicazioni e delle ricadute economiche. Rendere consapevoli i consumatori delle proprie capacità finanziarie e sensibilizzare ad una cultura del risparmio, risponde alle finalità della nostra associazione. 

 

 

[1]“Le basse conoscenze finanziarie degli italiani sono testimoniate da molteplici indagini: dal S&P Global Financial Literacy Survey4 ai recenti rapporti di Allianz5 , di Consob6 , COVIP/CENSIS7 e del Centro Ente Einaudi8 ; sono state da ultimo confermate anche dall’indagine sull'Alfabetizzazione e le Competenze Finanziarie degli Italiani (IACOFI) condotta dalla Banca d’Italia a inizio 2017, sulla base della metodologia armonizzata OCSE/INFE per la misurazione delle competenze finanziarie degli adulti. L’indicatore di competenze finanziarie utilizzato nell’indagine IACOFI è la somma di tre componenti: conoscenze di concetti economici di base, comportamenti adeguati e orientamento al lungo periodo; l’Italia è allineata alla media OCSE solo con riferimento a quest’ultima componente, mentre per le altre due il valore italiano è nettamente inferiore alla media. L’indicatore complessivo pone l’Italia al penultimo posto tra i paesi del G20.

[2]Consumatori Responsabili – con il contributo di Regione Lombardia; Sportello sovra indebitamento e educazione finanziaria – con il contributo di Fondazione Cariplo.

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