martedì 21 maggio 2013

INNALZAMENTO DELLE TARIFFE SULL'ACQUA

di Davide Agostoni

La Conferenza dei Comuni dell'ATO di Lecco il 14 maggio u.s. ha deliberato l'innalzamento delle tariffe sull'acqua portando il costo della stessa da 1,38 euro/mc a 1,56 euro/mc, il che equivale ad un incremento del 13,4%. Tale incremento va ad aggiungersi all'adeguamento della tariffa del 2012 che retroattivamente i sindaci hanno deliberato di aumentare del 6,5%. Aumenti inaccettabili, vista anche la difficile situazione economica che stanno vivendo molte famiglie. I sindaci del lecchese si sono giustificati dicendo che l'aumento era voluto dall'adozione a livello nazionale del c.d. MTT (metodo tariffario transitorio). Inascoltato il vicesindaco di Cernusco Lombardone, Salvatore Krassowski, che chiedeva perlomeno una sospensione di questa nuova tariffa, voluta dall'AEEG, visto che pende un ricorso avanti il TAR di Milano sulla legittimità della stessa. Con lui l'assessore di Ballabio, Paolo Dell'Oro. Egidia Beretta (Bulciago) e Eleonora Ninkovic (Torre De' Busi) si sono astenute. Tutti gli altri sindaci della Provincia di Lecco hanno votato a favore. La Conferenza dei Sindaci inoltre ha il compito entro la fine dell'anno in corso di deliberare circa l'affidamento del servizio idrico (c.d. SII, sistema idrico integrato - dalla captazione dell'acqua alla depurazione) attualmente gestito nella nostra Provincia da Idrolario S.r.l.. Com'è noto nel giugno 2011 è intervenuto un referendum popolare che ha stabilito che l'acqua deve rimanere fuori dal mercato e che sulla stessa non si possono fare profitti. Il Comitato Acqua Bene Comune ed il Movimento Consumatori hanno sempre sostenuto che il SII vada affidato ad un'azienda speciale consortile di diritto pubblico affinché l'esito referendario venga rispettato. Ma i sindaci del lecchese, con una maggioranza bulgara del 71%, hanno preferito disattendere il risultato referendario, votando per l'affidamento nei prossimi 20 anni ad un'azienda che attualmente opera nel mercato privatizzato, Idroservice S.p.a.. I sindaci del lecchese hanno deciso di non intraprendere la strada dell'azienda speciale per ottusità mentale e mancanza di spirito di approfondimento. Lo stesso discorso vale per la tariffa: hanno preferito seguire le direttive nazionali senza porsi alcuna domanda. Tali conseguenza sono dovute ad un senso generale di superficialità. Ma la battaglia non finisce qui. Comincino a restituire fin da subito il 7% della remunerazione del capitale che illegittimamente si tengono ancora in tasca per il periodo che va dal luglio 2011 al dicembre 2011.

CERCA NEL BLOG

I nostri post nella tua mailbox